Uguale tra i diversi: Storia di una polacchina a Milano

La percentuale di stempiati non stupiva.. Ormai è un pezzo che alle feste le code hanno lasciato spazio allo spazio (e stiamo parlamdo di quello fra la fronte e l’attaccatura dei capelli). Anche la barba incolta ci poteva stare, troppi e troppo incolta ma comunque era accettabile. Quello che proprio lasciava di stucco era la percentuale di polacchine ai piedi dei ragazzi. Tutti diversi (dal resto del reame) ma tutti uguali, in un caldo ritrovarsi di corpi leggermente sovrappeso appartenenti a teste comunque interessanti. Anche le ragazze, come del resto le chiacchiere, non erano piacenti, erano interessanti.
Comunque il palcoscenico era degno di nota, un raccordo sui generis contorto, stimolante e quasi arrogante nel suo volerti spronare alla liberta’ di idee. Gli attori e la sceneggiatura sgazzavano alla grande e senza grosse sorprese, come un film di cui si e’ letto recensioni troppo precise e dettagliate. C’era il milanese, c’era il simpatico, il troppo simpatico e quello che sapeva fare qualcosa che gli altri non sapevano fare. E’ stato importante non prendersi troppo sul serio, non ne saremmo usciti vivi. E’ stato importante anche non farsi prendere sul serio, non ne saremmo usciti comunque vivi.
In fin dei conti e’ stato un gran momento per vedere dei diversi che assieme ad altri diversi erano piu’ uguali degli uguali. Mi sono divertito… e con leggerezza!

















