Eppoi arrivo a casa. Madido di sudore. Eppure non fa caldo. Mi chiedo perché sono qui, dove sono. Mi chiedo perché le risposte sono sempre disponibili su apparati fonatori dal tono grave, dal timbro peloso. Mi ossessiono con le domande, non mi disseto di risposte. Avevo cose da dire. Sussurrate, edulcorate, coese. Poi mi viene a mente un’immagine di un motel, nel deserto. Le gole sono secche. Le tasche vuote. Le notti buie. C’è odore di stantìo. La risposta è su un cartoncino giallo come muco. Attaccato al cesso. C’è scritto: OCCUPATO. Cazzo.
Current Music: Votantonio la trippa (si, al sugo)
E’ ormai passato qualche annetto da quel lontano 1766 quando il noto fisico e chimico inglese Henry Cavendish riuscì ad isolare ed individuare l’idrogeno [H]. Il nome come per quasi tutti gli elementi deriva dal greco antico hydor, “acqua”, e la radice γεν- di γίγνομαι, ghìghnomai, “generare”. L’idrogeno è il primo elemento chimico della tavola periodica ed ha numero atomico 1.
L’atomo di idrogeno non ama la solitudine e per questo in natura lo si trova legato ad ogni cosa, allo stato puro è sempre accoppiato ad un altro atomo di idrogeno (H2) e a pressione e temperatura ambiente è un gas trasparente ed inodore altamente infiammabile. E’ un elemento amante dei record tra i quali da annoverare sono quello come elemento più presente nell’intero universo e quello più leggero. E’ stimato che il 75% della massa della materia esistente sia composta da idrogeno composto con qualunque altra possibile sostanza o puro, percentuale che arriva al 90% se ad essere presa in considerazione è invece il numero di atomi. Le applicazioni che vedono l’idrogeno al centro dell’attenzione sono innumerevoli e conosciute ai più si va dell’energia costruttiva in ambito civile alla colossale energia distruttiva in ambito militare, è un combustibile ed un liquido refrigerante. A livello atomico è presente in una infinità di sostanze, prima tra tutte l’acqua.
Quello che molti non sanno è che assieme al suo collega cloro [CI] si compone amabilmente per mettere al mondo il famigerato cloruro di vinile che trova principalmente impiego nella produzione del suo polimero noto a tutti come PVC (cloruro di polivinile). Il materiale è stato scoperto per caso attorno alla prima metà del 1800 da due chimici che non seppero sfruttarlo commercilmente. Solo dopo i primi anni del 1900 si riuscì a mischiare questo materiale rigido, fragile e poco lavorabile con altri additivi plastificanti che permisero una larghissima diffusione e versatilità in termini di lavorazione. E’ solo dal 1948 che questo materiale è entrato a pieno titolo nel panorama musicale sradicando il predominio assoluto dei precedenti dischi in gommalacca.
Adesso sono riuscito a capire anche di cosa sono fatti questi desideri neri ruotanti, rimane per me ancora un gran mistero il capire di cosa sono fatti i rimorsi. L’ultimo rimorso che ho avuto è stato quello di non aver preso Mask dei Bauhaus trovato in un losco ambiente della città di T in uno splendido usato in condizioni molto buone. Una copertina stupenda, un contenuto da favola.
Se qualcuno scopre di cosa siano fatti i rimorsi me lo dica che mi metto a trovarne un solvente.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.