Mens sana in corpore affamato.. Fino a poco tempo fa volevo intitolare in questo modo questa mia ultima rompipallata piena di parole, poi il rumore delle ruotine del mio baule blu che rimbombava fra le mura delle antiche case della città di T mi ha fatto cambiare idea. L’idea alla base di questo post è venuta alla luce questa settimana quando ho capito la fatica necessaria per lavorare qui all’inferno.
Le sensazioni che ho provato nel sopravvivere ogni ora che passava sapendo che non era l’ultima sono da un lato indescrivibili dall’altro immaginabili. L’altro scoglio sul quale mi sono andato a grattare le ginocchia è stata l’immagine dei miei vicini che in questo caso condividevano il marcio della mia erba. Uno stress comune che per niente riusciva ad alleggerire il peso sulla schiena ma anzi regalava sensi di sconforto praticamente continuativi.
Una delle domande che mi sono sempre fatto era di che materiale sia fatta la notte, di cosa sia composta l’ombra e con cosa il buio riesce a ricoprire ogni cosa. Come al solito non sono mai riuscito a darmi una risposta, ad avanzare una ipotesi plausibile, solo la mia esperienza mi ha fatto comprendere come la notte riesca a ripulire ogni cosa, anche l’animo. Solo l’oscurità mi ha salvato nei momenti di sconforto, solo le ora piccole della città di T mi hanno salvato…
Buoi sopravvivi che ho necessità di te!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Ci sono consigli che vanno seguiti, altri che possiamo nettamente lasciare in disparte. Ci sono consigli che dovrebbero essere seguiti ma che in realtà lasciamo li nel dimenticatoio facendo finta che non siano mai esistiti.
..Oggi io ne ho seguito uno e scartato un altro. Mi sono appena registrato ad un sito strano visto che la mia stella mi ha consigliato di farlo. Non ho risposto ad una mail anche se le mie stelle dicevano il contrario.
Vedremo chi ha avuto ragione.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
In these darkened rooms, where I spend
oppresive days, I pace to and fro
to find the windows. — When a window
opens, it will be a consolation. –
But the windows cannot be found, or I cannot
find them. And maybe it is best that I do not find them.
Maybe the light will be a new tyranny.
Who knows what new things it will reveal.
Constantine P. Cavafy
Ci sono 360° intorno a me, intorno a tutti ci sono 360° ma i miei mi sembrano speciali stasera perchè mi sento libero… Libero di pensare, di scrivere, di deprimermi e di tirarmi su, di coccolarmi e di aver voglia di coccolare. Mi sento libero di fare un sacco di cose. Mi regalo tutti i meiei 360 gradi, in modo da sentirmi stretto, in modo da sentirmi avvolto da tutto quello che mi circonda. Voglio essere qui ma sentirmi tutto intorno, volgio chiudere gli occhi e sentire che le note che stanno in questa stanza non sono solo qui, voglio falre arrivare da lontano e farle andare ancora più in la, ancora più in giù dietro la soglia dell’orizzonte.
Vorrei anche avere quei sette gradi in più, quelli che per alcuni sono importanti e per altri no. Quei gradi che si sentono solo se si vogliono sentire. Si, li voglio, tutti quei sette gradi che fanno la differenza fra il verde e il blu. La cosa che mi fa sospirare è che è per solo per quei dannati sette gradi del cavolo che non sono felice.. Si, solo per quelli. Sette miseri gradi per cui tutto rimane li sotto, non sale, non arriva, non mi solletica. Sette gradi che significano niente, ma che in alcune situazioni possono anche significare troppo. Non sono i sette gradi materiali che mi scendono dentro, non sono neppure i sette che rimangono imbottigliati fino al momento di dar spago all’ebrezza.
..Sette gradi che non capisco stasera dove stiano!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.