La trilogia della città di T
A T si guida veramente male. Non ricordo se ho già diffamato la cittadinanza della citta di T ma mi sento in dovere di farlo di nuovo. Quando cammini da queste parti è impensabile non ringraziare la madre e il padre del tizio che un giorno inventò i marciapiedi, se sei vivo dopo aver camminato per circa 500 metri di strada è tutto merito suo.
Quando tutto sembra perduto le cose si aggiustano da se. Non ho mai capito se si aggiustano davvero o se invece sei così in basso da vedere miglioramenti in ogni misera briciola di pane, fattostà che le notizie positive da qualche giorno abbondano e deturpano finalmente il muro del pianto che mi ero ingiustamente costruito a metà cervello.
Per la cronaca sono nell’aula blu. Una costruzione che di geometrico ha tutto ma di parallelo niente. E’ una stanza da riunioni che mi ha ospitato e probabilmente mi ospiterà ancora ed ancora ed ancora. Sto aspettando che inizi l’interrogatorio, ed il bello è che da tempo ho smesso di aver paura degli interrogatori. Mi fido sempre più (sbagliando) del mio istinto e spirito di improvvisazione ed ho scoperto che quando la stanchezza è troppa conviene puntare sulle risorse inaspettate che su quelle conosciute e solitamente utilizzate.
…Scappo sento i tacchi che battono il pavimento nella mia direzione!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.

















