(Non) mi sono (mai) stupito!
Come in reality di basso costo mi sono trovato a guardarmi dall’esterno, con immagini per niente nitide, piene di puntini grigi da telefuken di altri tempi. Mi sono osservato per cinque minuti e tanto mi è bastato per capire che meno lo faccio meglio è (per tutti o solo per me?). Ho scoperto sbalordito che non riesco a mangiare ascoltando musica dalle cuffie. Le spiegazioni possono essere diverse ma nessuna mi esula dal sospetto di rincretinaggine. Io iniziando concentrando i miei sospetti su dei possibili postumi di un’educazione infantile rigida e improntata ai valori per cui non si poteva (fra l’altro giustamente) leggere o ascoltare musica con le cuffie a tavola. Poi mi sono reso conto di non avere avuto questo stile di educazione. Sono passato così a pensare che poteva essere la mia innata predisposizione a non riuscire a compiere due azioni in contemporanea ma ad una spiegazione così banale mi sono opposto per principio. Allora perché non dare peso al fatto che per me il cibo è un’esperienza, non un vizio e non un modo per non morire di fame. Questo spingerebbe ad ipotizzare il desiderio di Sentire (nel senso di udire) il cibo e tutti gli scricchiolii dell’incarto. Però non riesco a “sentire” mia questa spiegazione. Per un lasso di tempo impercettibile ho dato colpa anche ad un’inconscia eredità dei miei antenati preistorici quando per evitare brutte sorprese mangiando si dovevano drizzare tutte le antenne di allerta. Cose infinitamente troppo piene di DNA per essere vere o dimostrabili. Qualcosa di più giusto potrebbe essere la mia smisurata stravaganza sensoriale basata sull’equa distribuzione delle energie per cui evitando l’udito posso concentrare più attenzione sulle papille gustative. Ma poi ho pensato che io di energie non ne ho e quindi mancherebbe la materia prima da distribuire. Alla fine potrebbe anche trattarsi di un mix irresistibile di quelle specie di mosce creature fantasiose che ho tirato fuori, ma tutto mi fa credere che addirittura ci potrebbe essere una banale e quantomeno drastica spiegazione che ignoro.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.

















