(im)mortalità obbligata!

“Se gli Inglesi vogliono essere ricordati, se vogliono ripristinare la loro reputazione, dovrebbero restituire volontariamente la Stele perché è l’icona della nostra identità egiziana.” Nel 2003 sono state queste le parole pronunciate da Zahi Awass parlando della Stele di Rosetta, forse uno dei più famosi pezzi di pietra di questo pianeta. Gli inglesi la custodiscono gelosamente al British Museum dal 1802 quando vi fu portata dopo l’arresa delle truppe napoleoniche in Egitto. Furono i francesi a rinvenirla durante la costruzione di un forte (Fort de Rachid - 15 Luglio 1799), gli inglesi se ne impadronirono come simbolo delle schiaccianti vittorie belliche in territorio nord africano. La stele deve la sua importanza alle incisioni che riporta. Su di essa è infatti trascritto un editto in tre lingue greco, geroglifico ed egiziano demotico. Essendo il greco una lingua conosciuta ha permesso agli storici ed agli studiosi di decifrare le altre due lingue e di capirne finalmente la chiave di lettura.
..qualche tempo fa ho tradotto il mio Curriculum in almeno un’altra lingua. Immagino spesso un misero archeologo semirobotico che fra un migliaio di anni si ritrova per le mani un mio misero straccio di carta. Non sarà una stele e neppure un papiro. Un semplice A4 derivato da fibre vegetali color bianco ingiallito. A quel tempo dovrà essere maneggiato con cura, magari sarà casualmente rimasto incastrato in un ambiente privo di ossigeno e batteri ma comunque il tempo avrà fatto il suo drastico corso.
..se trovasse il mio Curriculum spero di aver azzeccato la traduzione per almeno due motivi: i) togliere me dall’imbarazzo di non essere considerato per aver scritto degli sfondoni su uno dei pezzi di cata più importanti per il mio futuro. ii) togliere dall’imbarazzo quel povero (s)fortunato malcapitato che potrebbe portare alla luce la trascrizione più inutile ed errata della storia dell’umanità!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.

















