mi sono accorta che ultimamente mi sono fatta prendere dalle riflessioni esistenziali, un po’ poetiche, un po’ malinconiche, da falsa intellettuale sinistroide, ma in realtà il ruolo che mi ero scelta qua dentro era di tutt’altro genere!! visto che sono, per così dire, in fermo biologico, dopo la fuga per malattia del mio nuovo e breve amante, farò un po’ di teoria; mi sono chiesta se esiste un modello di maschio che risponda ai miei gusti e ho capito che i modelli non fanno per me:se decidessi di inseguire un solo tipo di maschio ridurrei troppo il campo delcacciabile, meglio spaziare. Guardando nel mio curriculum direi che i modelli variano a seconda del momento ormo-cerbrale che mi trovo ad attraversare e a seconda di quello che il maschio di riferimento è in grado di trasmettere: mi sono trovata ad apprezzare muscoli e tatuaggi quando l’ormone ha avuto il sopravvento e soprattutto quando il maschio in questione non aveva molto da dire, ma sono stata anche variamente attratta da cervelli pieni di pensieri e parole, e devo ammettere che questa seconda categoria è ben più pericolosa della prima, subdola e penetrante al di là del suo aspetto fisico..continuerò a teorizzare mentre mi avvio verso casa e mi auguro di avere qualcosa di più interesante da dire nel mio futuro prossimo!
mi sono accorta che ultimamente mi sono fatta prendere dalle riflessioni esistenziali, un po’ poetiche, un po’ malinconiche, da falsa intellettuale sinistroide, ma in realtà il ruolo che mi ero scelta qua dentro era di tutt’altro genere!! visto che sono, per così dire, in fermo biologico, dopo la fuga per malattia del mio nuovo e breve amante, farò un po’ di teoria; mi sono chiesta se esiste un modello di maschio che risponda ai miei gusti e ho capito che i modelli non fanno per me:se decidessi di inseguire un solo tipo di maschio ridurrei troppo il campo delcacciabile, meglio spaziare. Guardando nel mio curriculum direi che i modelli variano a seconda del momento ormo-cerbrale che mi trovo ad attraversare e a seconda di quello che il maschio di riferimento è in grado di trasmettere: mi sono trovata ad apprezzare muscoli e tatuaggi quando l’ormone ha avuto il sopravvento e soprattutto quando il maschio in questione non aveva molto da dire, ma sono stata anche variamente attratta da cervelli pieni di pensieri e parole, e devo ammettere che questa seconda categoria è ben più pericolosa della prima, subdola e penetrante al di là del suo aspetto fisico..continuerò a teorizzare mentre mi avvio verso casa e mi auguro di avere qualcosa di più interesante da dire nel mio futuro prossimo!
Sono nel negozio ufficiale della Apple di Londra, sto premendo dei tasti spaziali su un MacBook Pro spaziale connesso ad internet e libero di essere usato. Qui tutto e’ grande e tutto e, inutile, superfluo e minacciosamente comprabile!! Londra mi ha accolto con un cielo notturno fantastico ed una miriade di piccole luci cittadine che sembravano macchie di lava (viste dall’aereo). La casa non e’ proprio delle piu’ moderne, ma e’ molto plita, anche se a vederla non si direbbe. La signora e’ fantastica e gentile…
Il tempo oggi e’ cosi’ cosi’ ma niente e’ perduto, questi negozi ti cullano come grandi asili nido!!! Cinque minuti fa ho comprato la cartina della citta’. Non ho trovato il turist information office (qualcuno lo cerchi su internet e mi commenti l’indirizzo). Ho comprato il burro di cacao. Ho fatto colazione in casa con uova, toast e the (con latte)!! Ora vi saluto, un omino mi guarda male!!!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.

Stavo cercando di costruire una ranocchia di carta che per lo meno avesse le gambe. Non chiedevo molto di più. Sapevo già a priori che sarebbe stato impensabile anche solo fargli fare un salto. Un po’ di concentrazione ce l’ho messa ma al secondo tentativo di ripiego ho ripiegato su altro.. Ho continuato per un po’ (qualche secondo) a far finta di sapere poi ho preso il tutto ed ho fatto una spelndida (ma non troppo) pallina di carta. A quel punto devevo pensare a qualcosa. Non potevo pensare ad altro, scusatemi ma oggi è quel giorno. Non un altro. Non uno qualunque! “Fievel sbarca in America” era un titolo veramente pessimo. Dalla prima volta che mi è capitato di vedere la pubblicità in televisione non sono riuscito a smettere di pensare al nome Fievel. Ho sempre sperato fosse un nome comune in qualche paese nordico. Non ho mai avuto la voglia di pensarci o di cercare, ho soltanto sperato. Fievel è uno dei nomi più odiosi che si possano immaginare e perfeno per un topo di campagna si doveva indubbiamente trovare di meglio. Fra una manciata e mezzo di ore mi sentirò un po’ topolino di campagna ma non vorrei mai essere chiamato Fievel.. Perfino Fidel sarebbe meglio. Ma vi prego (ribadisco) non Fievel.
Ho troppo sonno. Non riesco a mettere bene a lucido i miei pensieri e da quando ho iniziato questo post mi sono trovato a dimenticarmi almeno cinque (o sei? ..boh!) volte quello che avevo pensato di dire. Lo so che allora potrei approfittarne per andare a letto e smettere di sprecare tempo e spazio. Ma da quado saluterò passerà un po’ di tempo materiale prima di poter riessere QUI a fare QUESTO, e mo lo voglio godere fino alla fine… Magari allora saprò far saltare la mia povera ranocchia.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
PS: lascio i miei desideri a chi so io. Le mie cose mai fatte a te. Il mio cassetto pieno di sogni a lui. Le mie gioie a lei. I miei pensieri voglio buttarli via. I miei ricordi li lascio a tutti voi.
ore 9.09 (per altro ora candy candy..) del mattino ad un indefinito km della fipili, in un’ indefinita giornata dove il cielo promette tutto e il contrario di tutto; giro gli occhi nella corsia opposta sempre alla ricerca di nuovi ingegnosissimi rilevatori di velocità e scorgo, in prossimità di un cantiere, una curiosa colonnina metallica con braccio automatico che si muove in su e giù sventolando una di quelle bandiere arancio per la segnalazione di pericolo…mi chiedo dov’è finito l’omino dell’anas che lavorava per le strade, mi chiedo se sia partito per le maldive con la sua pensione anticipata, mi chiedo se là vive di pesca o di rendita, mi chiedo se davvero prima o poi saremo sostituiti da brutti omini con appendici metalliche e mi chiedo anche se tutto questo pensare non sia dettato dalla mia prospettiva di passare una giornata tra l’acqua del cielo e quella di falda, come dire che oggi sarò destinata a fare il ripieno di un liquido panino!!

Il mio atto capitalista è iniziato con un paio di cuffie collegate ad un piccolo aggeggio color alluminio. E’ continuato di pari passo alla spavalderia con cui sono andato in giro, isolato da tutti e da tutto. Per alleggerire i rimorsi ho dovuto caricare un capolavoro, naturalmente live from P. Per moltissime cose ho sempre avuto grandissimi problemi a capire la differenza fra causa ed effetto. Molto spesso mi capita di ragionare su dei problemi e capire che in realtà sono così strettamente connesse da non poterle neppure affrontare separatamente.
Ultimamente (oggi) mi è balenata in testa una sicuramente non nuova e quantomeno originale riflessione. Infatti mi è venuto da pensare alla relazione che c’è tra prodotti come l’iPod e la continua crescita del livello di freddezza tra le persone. Quanto hanno influito prodotti come l’iPod ad abbattere gli ultimi barlumi di socializzazione fra le persone? o quanto le persone sono state attratte dall’iPod in quanto ottimo rifugio anti socializzazione? ..Chiedo venia per l’assenza di risposta (o forse anche di domanda)!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Oggi a lezione ci hanno parlato del blog della nota ditta di insalate denominata bonduelle. Qualcuno dirà che non abbiamo niente di meglio da fare. In parte ciò è sicuramente vero. Per due ragioni. Primo la scuola che frequento è popolata per la maggior parte da figli di papà parcheggiati nell’attesa di guidare (?) l’azienda di famiglia. Secondo da una università che alla prova di ammissione ti chiede che cos’è un IPod (non sto scherzando) non c’è da aspettarsi molto di meglio. A parte questo magari forse è utile. Magari. Forse. Che cosa? l’Ipod? Scusate sto divagando. Insomma suddetta azienda ha aperto un blog sulla relazione tra verdura e sesso. Nesso? Utilità? Forse necessitano di consigli su come implementare tale legame. Quindi invito ognuno di voi a raccontare le proprie esperienze. Sempre che qualcuno ne abbia. Sempre che a qualcuno interessino. M alo stesso vale per le mie parole….
Un Nedo abitante della blogosfera
Nella prima domenica del dicembre 2006 ci siamo accorti che il tempo è trascorso sincopato e tachicardico, come se avesse le stesse proprietà di un ansiolitico scaduto. Abbiamo preso il solito posto a tavola, per consumare la cena. Abbiamo parlato leggendoci le labbra a vicenda, dato che le voci si sono smarrite nel vuoto; proprio là dove guardavano gli occhi. Ognuno di noi ha chiesto a chi aveva alla proprio destra a cosa stesse pensando. Nessuno ha detto la verità. Una scena scellerata, tra le sale da pranzo di Emanuel Carnevali, e i Mangiatori di Patate del Ghohg.
Ecco, non vedi? Io non ho più la lingua, tu non hai più le orecchie, non mi sentirai nemmeno. Ci siamo alzati, ognuno per la propria strada menzognera. Verso la notte. Qualcuno ha letto qualcosa. Qualcosa ha consigliato qualcuno. Un cenno può essere inanimato. Ed un’orma ha le sembianze di un videoclip.
Titolo: MassimoVolumeIlprimoDio
Durata: 02:52
avere poco più di quindici anni ed essere maledettamente ricchi e potenti da poter piegare un’intero stato ai propri piedi e ai propri capricci: pericolosamente affascinante, inevitabimente devastante. sono stata a vedere “maria antonietta” e, a parte notare centinaia di vestiti e scarpe a dir poco adorabili, questo è stato il mio pensiero globale. e poi ho pensato a rousseau che si interrogava sullo stato di natura, che si chiedeva quali dinamiche socio politiche avrebbero governato uno stato senza il grado di industrializzazione raggiunto..e mi sono chiesta dove siamo adesso..per una sorta di egocentrico egoismo e chiusura mentale finiamo sempre con il pensare al mondo come al “nostro”, non ci fermiamo mai a riflettere sulla velocità delle trasformazioni, sulla relatività del nostro presente in confronto al nostro passato e soprattutto al nostro futuro. ci sono persone che ci conoscono in una fase della nostra vita e si costruiscono un’immagine di noi che cristallizzano nella memoria per poi scoprire che non ci appartiene più e allora si chiedono se si sono sbagliate, se ricordono male, se possono ancora fidarsi di quelle stesse persone. Io credo che ognuno di noi sia mosso da un suo modus vivendi che lo accompagna in ogni situazione e lo fa agire secondo il suo stile, qualsiasi cosa faccia e viva. l’animo (animus e non anima..) di ogni individuo è incancellabile: si cambiano i vestiti, si cambiano le abitudini, si cambiano i voti politici, si cambiano le taglie, ma non si può decidere di scegliere a chi volere bene o meno: gli affetti vengono da soli, sono incontrollabili e incancellabili e ci seguono, nel loro silenzio, attraverso tutti i nostri assurdi relativismi. “e il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre, nascosta nei locali confusa tra le ombre.”
popoleremo facoltà sempre più vuote e prive di idee, guadegneremo sempre meno e probabilmente fumeremo sempre di più nonostante il costo del tabacco, continueremo a nasconderci dietro ai nostri ridicoli segreti che hanno lo spessore di un dito mignolo, ma canteremo “mi chiamo jovanotti e faccio il dj, non vado mai a dormire prima delle sei” finchè lui ce la farà a salire su un palco e forse anche dopo!….sono certa come non mai di voler bene a tutti coloro che in qualche modo si trovano a frequentare questo strano spazio solo apparentemente sterile..

Il carbone è una roccia sedimentaria combustibile di colore scuro tendente al nero. A discapito della sua attuale bruttezza nei suoi passati trascorsi avrebbe potuto avere forme del tutto inaspettate. Il carbone, infatti, è il prodotto della lentissima pirolisi di biomasse, per lo più vegetali, sepolte sotto coltri di sedimenti con spessori superiori a svariati chilometri. Boschi, fiori, piante, esseri viventi lentamente e inesorabilmente tramutati in torbidi agglomerati furigginosi. Perchè gli esseri viventi riescano, dopo la loro morte, a tramutarsi in validi candidati per un futuro ardere devono venire a trovarsi rapidamente in condizioni anossiche dopo la loro morte (o disarticolazione). Ambienti ideali per questi processi sono le foci dei fiumi (per il rapido seppellimento), laghi e paludi (per la bassa ossigenazione) ma soprattutto le torbiere.
Oggi circa il 40% dell’energia prodotta al mondo sfrutta la combustione di questo minerale o dei suoi derivati (il Italia il 17%). Le riserve planetarie stimate potranno soddisfare gli attuali bisogni per circa altri 300 anni. Dopo questo periodo dovremmo trovare un valido sostituto ma fino ad allora potremmo continuare ad intossicare il mondo. Il carbone è infatti uno dei combustibili più inquinati e uno dei maggiori produttori di CO2 che si sprigiona non soltanto nel processo di combustione ma anche direttamente dai centri di estrazione e durante le fasi di lavorazione di questo prodotto. Dal carbone si possono produrre altri tipi di combustibili, solidi e gassosi. Esistono infatti dei processi industriali grazie ai quali è possibile trasformare questo brutto ammasso di carbonio amorfo in benzina, metano e gasolio. Questi tipi di trasformazione sono stati adottati nella storia solo in Sudafrica e in Germania, due nazioni che (in periodi di tempo diversi) furono isolate politicamente dal resto del mondo e quindi impossibilitate ad acquistare greggio sui mercati internazionali.
Esistono diversi tipi di carboni, che si differenziano a seconda dell’età: il più antico è l’antracite, quindi litantrace, poi lignite e il più giovane, la torba. Come per i vini che migliorano di qualità con il passare del tempo anche i carboni aumentano il loro potere energetico con l’aumentare della loro stagionatura. Nessuno di questi però è il carbone che viene utilizzato per la produzione di energia. Mentre l’antracite si utilizza per lo più per il riscaldamento domestico, questa deve essere cotta a temperature superiori ai 1000°C e in assenza di ossigeno per diventare Coke che è un residuo solido privato di impurità, acqua e componenti gassose. E’ grigio, duro e poroso, e ha capacità di riscaldamento di 24.8 milioni di Btu/ton (29.6 MJ/kg).
Di Coke ne esistono tante tipologie in dipendenza della loro purezza che ne determina il potere energetico. Ma neppure il più puro dei combustibili riuscirebbe in questo momento a risolvere la situazione…
C’è freddo QUI. Non ho la pelle d’oca, neppure le mani congelate, ma ho freddo. L’aria è tiepida e l’umidità giusta, ma ho freddo. Nessun tipo di carbone potrà aiutarmi, questo è un freddo che potrà solo riscaldare il tempo. Lo stesso tempo che trasforma tutto in carbone.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
PS: dedicato ai fiori che non hanno avuto il tempo e il modo di sbocciare.
Ieri sera sono andata a sentire Travaglio che presentava il suo nuovo libro “Onorevoli Wanted”. Ha detto una frase che mi è rimasta impressa. “La questione morale non è una questione di moralismo. E’ una questione di convenienza. Se votiamo persone oneste, queste vareranno leggi che favoriscono le persone oneste. Lo Stato funzionerebbe meglio e converrebbe a tutti i cittadini.”
Travaglio ha poi citato i sofismi attraverso i quali lavorano i cosiddetti “onorevoli”: una mozione volta ad escludere per legge i condannati per reati in associazioni mafiosa e simili dalla partecipazione alla Commissione Anti Mafia è stata bocciata perché contraria al principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini devono godere degli stessi diritti. Eh sì: siamo a questi punti.
Siamo nel segno del Sagittario e anche nell’era dell’Acquario e forse dalle 19.56 di ieri sera ho finito una vita per muovermi in direzione di una completamente nuova.
Mi spiace ma in questo periodo ho voglia di scrivere. Quello che spalmo in questi spazi bianchi è soltanto una misera parte di tutto quello che vorrei spiattellare, ma sono pur sempre bravo e cerco di regolarmi. Non è inchiostro, non ha odore e non provoca lo stesso piacere, ma vedere queste paroline che compaiono sullo schermo ha
comunque un suo non-so-che di fascinoso ed allo stesso tempo di arrogante. Un misto di sentimenti che quando mi conquistano le zone periferiche del corpo diventano difficili da sradicare.
Sulla mia scrivania ho un foglio di carta ed una penna. Sul mio computer una e-mail aperta con dei suggerimenti per il mio futuro. In bocca ho ancora
il gusto della China di ieri sera. Ho anche tante altre cose tra le quali alcune consapevolezze e qualche certezza. Quello che non ho è il resto. Ho la sensazione che sentirsi soli o sentire di mancanza di qualcosa significhi essere ciechi di tutto il resto. Ma non serve a niente rendersene conto. E’ sempre quello che manca a mettersi in evidenza
con il suo piedistallo vuoto. Io non mi sento solo, ma sento che qui manca qualcosa. Non è la confusione che ho tolto stamani risistemando il mio studio dopo mesi di devastazione, è qualcosa di più. Devo però ancora capire se manca qualcosa intorno a me o dentro di me. E’ eccitante
poter pensare che forse la mia mancanza sia qualcosa di indistinguibile, di globale… Qualcosa capace di prendermi sia il fuori che il dentro.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Forse non è il luogo. E nemmeno il tempo. Magari neppure il modo. Ma alla mia maniera sento il bisogno improrogabile di sfogarmi. “Di manifestare la mia insoddisfazione di utente” direbbero i benpensanti. Ma non sono un benpensante. Ho sempre vissuto in provincia e sono maleducato e cattivo. Cattivo verso una azienda che l’unica cosa che riesce a fare puntualmente è ritardare. In questo scolastico ossimoro sta la rovina dei miei weekend da pendolare. Sta nei guasti prima della partenza. Nelle bucoliche soste nel bel mezzo dei verdi campi della pianura padana. Nelle coincidenze perse e nelle snervanti attese. Nel controllore che ti chiede il biglietto mentre sogni di essere circonato da ballerine russe.
“Trenitalia: insieme muoviamo il paese” “In ritardo”
un Nedo cisalpino