Archivio di Lunedì 4 Dicembre 2006


Uso creativo degli ortaggi

Postato Lunedì, Dicembre 4th, 2006 da Nedo
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Oggi a lezione ci hanno parlato del blog della nota ditta di insalate denominata bonduelle. Qualcuno dirà che non abbiamo niente di meglio da fare. In parte ciò è sicuramente vero. Per due ragioni. Primo la scuola che frequento è popolata per la maggior parte da figli di papà parcheggiati nell’attesa di guidare (?) l’azienda di famiglia. Secondo da una università che alla prova di ammissione ti chiede che cos’è un IPod (non sto scherzando) non c’è da aspettarsi molto di meglio. A parte questo magari forse è utile. Magari. Forse. Che cosa? l’Ipod? Scusate sto divagando. Insomma suddetta azienda ha aperto un blog sulla relazione tra verdura e sesso. Nesso? Utilità? Forse necessitano di consigli su come implementare tale legame. Quindi invito ognuno di voi a raccontare le proprie esperienze. Sempre che qualcuno ne abbia. Sempre che a qualcuno interessino. M alo stesso vale per le mie parole….

 

Un Nedo abitante della blogosfera


L’era degli sguardi persi nel vuoto, attorno ad una tavola, una sera.

Postato Lunedì, Dicembre 4th, 2006 da Maffia
In: Diari - Visualizzato 3194 volte

Nella prima domenica del dicembre 2006 ci siamo accorti che il tempo è trascorso sincopato e tachicardico, come se avesse le stesse proprietà di un ansiolitico scaduto. Abbiamo preso il solito posto a tavola, per consumare la cena. Abbiamo parlato leggendoci le labbra a vicenda, dato che le voci si sono smarrite nel vuoto; proprio là dove guardavano gli occhi. Ognuno di noi ha chiesto a chi aveva alla proprio destra a cosa stesse pensando. Nessuno ha detto la verità. Una scena scellerata, tra le sale da pranzo di Emanuel Carnevali, e i Mangiatori di Patate del Ghohg.
Ecco, non vedi? Io non ho più la lingua, tu non hai più le orecchie, non mi sentirai nemmeno. Ci siamo alzati, ognuno per la propria strada menzognera. Verso la notte. Qualcuno ha letto qualcosa. Qualcosa ha consigliato qualcuno. Un cenno può essere inanimato. Ed un’orma ha le sembianze di un videoclip.


Titolo: MassimoVolumeIlprimoDio
Durata: 02:52

Postato Lunedì, Dicembre 4th, 2006 da mafalda
In: Diari - Visualizzato 3223 volte

avere poco più di quindici anni ed essere maledettamente ricchi e potenti da poter piegare un’intero stato ai propri piedi e ai propri capricci: pericolosamente affascinante, inevitabimente devastante. sono stata a vedere “maria antonietta” e, a parte notare centinaia di vestiti e scarpe a dir poco adorabili, questo è stato il mio pensiero globale. e poi ho pensato a rousseau che si interrogava sullo stato di natura, che si chiedeva quali dinamiche socio politiche avrebbero governato uno stato senza il grado di industrializzazione raggiunto..e mi sono chiesta dove siamo adesso..per una sorta di egocentrico egoismo e chiusura mentale finiamo sempre con il pensare al mondo come al “nostro”, non ci fermiamo mai a riflettere sulla velocità delle trasformazioni, sulla relatività del nostro presente in confronto al nostro passato e soprattutto al nostro futuro. ci sono persone che ci conoscono in una fase della nostra vita e si costruiscono un’immagine di noi che cristallizzano nella memoria per poi scoprire che non ci appartiene più e allora si chiedono se si sono sbagliate, se ricordono male, se possono ancora fidarsi di quelle stesse persone. Io credo che ognuno di noi sia mosso da un suo modus vivendi che lo accompagna in ogni situazione e lo fa agire secondo il suo stile, qualsiasi cosa faccia e viva. l’animo (animus e non anima..) di ogni individuo è incancellabile: si cambiano i vestiti, si cambiano le abitudini, si cambiano i voti politici, si cambiano le taglie, ma non si può decidere di scegliere a chi volere bene o meno: gli affetti vengono da soli, sono incontrollabili e incancellabili e ci seguono, nel loro silenzio, attraverso tutti i nostri assurdi relativismi. “e il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre, nascosta nei locali confusa tra le ombre.”
popoleremo facoltà sempre più vuote e prive di idee, guadegneremo sempre meno e probabilmente fumeremo sempre di più nonostante il costo del tabacco, continueremo a nasconderci dietro ai nostri ridicoli segreti che hanno lo spessore di un dito mignolo, ma canteremo “mi chiamo jovanotti e faccio il dj, non vado mai a dormire prima delle sei” finchè lui ce la farà a salire su un palco e forse anche dopo!….sono certa come non mai di voler bene a tutti coloro che in qualche modo si trovano a frequentare questo strano spazio solo apparentemente sterile..


Era fiore.. Sarà carbone..

Postato Lunedì, Dicembre 4th, 2006 da BartolomeoS.
In: Riflessioni, Curiosità - Visualizzato 6114 volte
Termosifone

Il carbone è una roccia sedimentaria combustibile di colore scuro tendente al nero. A discapito della sua attuale bruttezza nei suoi passati trascorsi avrebbe potuto avere forme del tutto inaspettate. Il carbone, infatti, è il prodotto della lentissima pirolisi di biomasse, per lo più vegetali, sepolte sotto coltri di sedimenti con spessori superiori a svariati chilometri. Boschi, fiori, piante, esseri viventi lentamente e inesorabilmente tramutati in torbidi agglomerati furigginosi. Perchè gli esseri viventi riescano, dopo la loro morte, a tramutarsi in validi candidati per un futuro ardere devono venire a trovarsi rapidamente in condizioni anossiche dopo la loro morte (o disarticolazione). Ambienti ideali per questi processi sono le foci dei fiumi (per il rapido seppellimento), laghi e paludi (per la bassa ossigenazione) ma soprattutto le torbiere.
Oggi circa il 40% dell’energia prodotta al mondo sfrutta la combustione di questo minerale o dei suoi derivati (il Italia il 17%). Le riserve planetarie stimate potranno soddisfare gli attuali bisogni per circa altri 300 anni. Dopo questo periodo dovremmo trovare un valido sostituto ma fino ad allora potremmo continuare ad intossicare il mondo. Il carbone è infatti uno dei combustibili più inquinati e uno dei maggiori produttori di CO2 che si sprigiona non soltanto nel processo di combustione ma anche direttamente dai centri di estrazione e durante le fasi di lavorazione di questo prodotto. Dal carbone si possono produrre altri tipi di combustibili, solidi e gassosi. Esistono infatti dei processi industriali grazie ai quali è possibile trasformare questo brutto ammasso di carbonio amorfo in benzina, metano e gasolio. Questi tipi di trasformazione sono stati adottati nella storia solo in Sudafrica e in Germania, due nazioni che (in periodi di tempo diversi) furono isolate politicamente dal resto del mondo e quindi impossibilitate ad acquistare greggio sui mercati internazionali.
Esistono diversi tipi di carboni, che si differenziano a seconda dell’età: il più antico è l’antracite, quindi litantrace, poi lignite e il più giovane, la torba. Come per i vini che migliorano di qualità con il passare del tempo anche i carboni aumentano il loro potere energetico con l’aumentare della loro stagionatura. Nessuno di questi però è il carbone che viene utilizzato per la produzione di energia. Mentre l’antracite si utilizza per lo più per il riscaldamento domestico, questa deve essere cotta a temperature superiori ai 1000°C e in assenza di ossigeno per diventare Coke che è un residuo solido privato di impurità, acqua e componenti gassose. E’ grigio, duro e poroso, e ha capacità di riscaldamento di 24.8 milioni di Btu/ton (29.6 MJ/kg).

Di Coke ne esistono tante tipologie in dipendenza della loro purezza che ne determina il potere energetico. Ma neppure il più puro dei combustibili riuscirebbe in questo momento a risolvere la situazione…
C’è freddo QUI. Non ho la pelle d’oca, neppure le mani congelate, ma ho freddo. L’aria è tiepida e l’umidità giusta, ma ho freddo. Nessun tipo di carbone potrà aiutarmi, questo è un freddo che potrà solo riscaldare il tempo. Lo stesso tempo che trasforma tutto in carbone.

Vostro affezionato,
Bartolomeo S.

PS: dedicato ai fiori che non hanno avuto il tempo e il modo di sbocciare.