Ieri sera sono andata a sentire Travaglio che presentava il suo nuovo libro “Onorevoli Wanted”. Ha detto una frase che mi è rimasta impressa. “La questione morale non è una questione di moralismo. E’ una questione di convenienza. Se votiamo persone oneste, queste vareranno leggi che favoriscono le persone oneste. Lo Stato funzionerebbe meglio e converrebbe a tutti i cittadini.”
Travaglio ha poi citato i sofismi attraverso i quali lavorano i cosiddetti “onorevoli”: una mozione volta ad escludere per legge i condannati per reati in associazioni mafiosa e simili dalla partecipazione alla Commissione Anti Mafia è stata bocciata perché contraria al principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini devono godere degli stessi diritti. Eh sì: siamo a questi punti.
Siamo nel segno del Sagittario e anche nell’era dell’Acquario e forse dalle 19.56 di ieri sera ho finito una vita per muovermi in direzione di una completamente nuova.
Mi spiace ma in questo periodo ho voglia di scrivere. Quello che spalmo in questi spazi bianchi è soltanto una misera parte di tutto quello che vorrei spiattellare, ma sono pur sempre bravo e cerco di regolarmi. Non è inchiostro, non ha odore e non provoca lo stesso piacere, ma vedere queste paroline che compaiono sullo schermo ha
comunque un suo non-so-che di fascinoso ed allo stesso tempo di arrogante. Un misto di sentimenti che quando mi conquistano le zone periferiche del corpo diventano difficili da sradicare.
Sulla mia scrivania ho un foglio di carta ed una penna. Sul mio computer una e-mail aperta con dei suggerimenti per il mio futuro. In bocca ho ancora
il gusto della China di ieri sera. Ho anche tante altre cose tra le quali alcune consapevolezze e qualche certezza. Quello che non ho è il resto. Ho la sensazione che sentirsi soli o sentire di mancanza di qualcosa significhi essere ciechi di tutto il resto. Ma non serve a niente rendersene conto. E’ sempre quello che manca a mettersi in evidenza
con il suo piedistallo vuoto. Io non mi sento solo, ma sento che qui manca qualcosa. Non è la confusione che ho tolto stamani risistemando il mio studio dopo mesi di devastazione, è qualcosa di più. Devo però ancora capire se manca qualcosa intorno a me o dentro di me. E’ eccitante
poter pensare che forse la mia mancanza sia qualcosa di indistinguibile, di globale… Qualcosa capace di prendermi sia il fuori che il dentro.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.