l’art est réel
L’importante è passarci sopra..
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Pericolosa invasione di zecche preso alcuni autogrill italiani. Il fastidioso animale, appartenente ad una specie più grande del normale, ha preso di mira lo scroto degli stupiti automobilisti che, già provati dalla fame o da impellenti necessità corporali, si sono trovati a fronteggiare quest’ennesimo disagio.
Non posso farci niente sono fatto così, con i miei arroganti difetti, le mie costose stonature e le mie pesanti convizioni. Mi guardo intorno e vedo soltanto cose che non sono dove devono essere, posti vuoti o riempiti di quello che io non ci avrei mai messo. Ordine è una parola che mi confonde e mi disorienta. La mia spazialità è costituita da innati preconcetti per cui ogni cosa ha un suo luogo nel quale ha senso la sua esistenza ed, al contempo, ogni luogo è (esiste) per dare un senso all’esistenza di qualcosa. L’ordine mi appare invece basato su concetti innaturali per cui oggetti devono state in determinati luoghi perchè così vuole il costume di una società o il solito pensier comune. Non voglio difendere il mio punto di vista, non voglio spostare le cianfrusaglie di nessuno, non voglio criticare il vuoto che c’è in troppi luoghi…
Accetto! Sopravviverò in silenzio nell’ordine che c’è la fuori, ma qui dentro lasciatemi vivere nella libretà delle mie misere e disordinate convinzioni.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Siamo qui riuniti in una nuova giornata estiva per l’ennesima ammucchiata di curiosità, oggi dedicata a dei numeri un po’ partcolari.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Cazzo. Computer di sto stracazzzo. Appena uno scrive una cosa fluida e brillante, con il “trane” là, a santificare il tutto, sto cazzo di merda di stronzo di piccì si pianta e tutto va a puttane. MAVVAFFANCULO , CAZZO. PUTTANA TROIA.
Una rossa, sconosciuta, dall’evidente setto nasale rinoplastificato sfioccava risate zipittanti con la sua amica, una bionda qualunque, come mille altre marchiata da una piccola farfalla tatuata su una spalla (..sarà mica una confraternita?). Una bionda era anche sul nostro tavolo, ma non era di ciccia, era soltanto stipata in un bicchiere troppo piccolo e troppo poco fresco per essere una sera di quasi-fine-agosto. Io immaginavo una bottiglia (trasparente e di vetro) di vino (rosso e liquoroso) mezza piena (cavolo come sono ottimista questa sera!!) con del fuomo a riempire un po’ dello spazio ancora vuoto al suo interno. Come in altri mille momenti della mia giornata ero intento ad immaginare foto che le mie mani non avrebbero mai scattato, ma questa volta era diverso. “Venere! Dov’era Venere? ..merda mancava Venere!”
Avevo immaginato il vino (Bacco), ci avevo associato il fumo (Tabacco) ma avevo trascurato il lato freudiano (Venere: pulsione e libido) di una composizione oramai definitivamente incompleta!! Il problema banale al suo rivelarsi diventava via via sempre più profondo per una mente incredibilmente propensa al pensier nobile…
Ben presto discorsi avari di riferimenti erotici ma stranamente carichi di interesse hanno preso il sopravvento. Così dai pensieri illuminati (ma incompleti) sono passato ad ascoltare delle virtù auditive e a svuotare i miei polmoni di parole incitanti alla discussione. Mi sarei incamminato verso il finale perfetto se non fosse stato per quello stramaledetto limone che proprio non riusciva a……
“Venere! Dov’era Venere? ..merda manca (ancora) Venere!”
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Era nell’aria da mesi ma nessuno si decideva a farlo. Lo scrivo io.
Proprio come quando ho comprato la mia poltrona di bambù (dalla quale scrivo) anche stavolta agisco di getto. Ci sono persone che vivono la loro esistenza in uno stato di continua deficienza di parole. Io immagino di appartenere a questo gruppo di dannati. In ogni momento in tutto il mondo milioni di parole rimangono incastrate in una parte indefinita del nostro corpo che comprende la punta della lingua, l’intestino ileo e una fascia di materia grigiastra proiettata al di sotto della solita volta cranica.
Potrebbe trattarsi di un virus autunnale, una banale influenza dai soliti sintomi. Tosse, mal di gola e starnuti vari potrebbero però essere accompagnati da una nuova forma di emesi fonetica. Conati di parole riversati nel cesso o in chissà quale altro angolo della terra. Smettere sarà impossibile fino a quella maledetta ultima parola che magari non era arrivata proprio dieci minuti fa parlando di voi ad una nuova conoscenza “A me piacciono i film di genere” …Genere che?
Cosa sarebbe se tutte quelle dannate parole perse iniziassero a sortire tutte insieme? Vibrazioni, l’una dopo l’altra a non finire, delle corde vocali risparmiate durante una vita che tutto ad un tratto ritrovano la via per la libertà. Sarebbe un flusso ininterrotto di nomi, aggettivi, verbi, concetti e chissà cos’altro mescolati alla rinfusa. Potrebbe essere la SARS del futuro, e il futuro (tutti lo sanno) è domani!!
Se non volete farlo per voi fatelo per le orcecchie di chi vi sarà intorno o per la passione di chi vi dovrà accudire. Ci sono tanti motivi per finire una frase con la parola giusta, da stasera ne avete uno in più.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Un enzima dal nome impronunciabile sta attacando il caffè appena preso. Strane frasi e connessioni di parole riempono la mia testa, mediocre packaging di un altrattanto mediocre e confuso prodotto. Lisosomi e ribosomi impazziti fluttuano davati i miei occhi. Rivedo una donna buttare del ghiaccio e annacquare un bicchiere di tignanello. Ghigni sadici tutt’intorno a me. Danze senza musica. Orrende visioni. Incollare manopole ad un camion con del vinavil. Reggere l’anima con i denti. Materassi pieni di spazzatura. Erbivori che diventano carnivori. Canini acuminati e imponenti incisivi. Adesso torno dentro che là fuori è un brutto mondo. O forse è solo un mediocre packaging.
Un nedo onirico

…è stato un fine settimana indecente!! Stoccolma è ancora scossa dalle immagini hard andate in onda sui monitor di servizio dietro al giornalista durante un tg di mezzanotte. L’Ighilterra intera è stata con il fiato sospeso durante l’ultima partita di cricket contro i rivali di sempre, il Pakistan, durante la partita per la prima volta in 130 è stata violata la regola del “cambiamento dello stato della palla”. La palla si può solo pulire dalla terra o bagnare con la saliva, ma usare una mentina per aumentare la salivazione è uno tra i 42 casi che il regolamento punisce. Viterbo ha tremato per delle lunghe ed interminabili ore di terrore dopo una rissa tra Di Canio e un giovane per strada. I tifosi della Cisco Roma avevano giurato vendetta. L’Italia intera festeggia le ventimila apparizioni in tv per Gabriele Paolini. La Juventus fa il ricorso al T.A.R..
…Per il resto non è successo niente! Le solite scaramucce ai confini del Libano, un’altro centinaio di vittime in Iraq, una bombetta a Mosca, una manciata di morti ammazzati, i soliti sfuriati che corrono con la macchina e un migliaio di nuovi arrivi sulle coste di Lampedusa (non ricordo più se erano turisti!). Insomma, è proprio vero, d’estate non succede mai niente di nuovo.
…E io, daltronde, continuo a guardare!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
PS: dimenticavo… alcuni sindaci vogliono mettere la frontiera fuori dalle città. Io per andare a Firenze a vedere cose che appartengono al patrimonio mondiale dell’umanità dovrò pagare. Ma dovrò pagare anche se volessi andare alla Feltrinelli. E dovrò pagare anche se volessi andare a mandare in culo il capo dei fiorentini.. Sono d’accordo che ci siano necessità di rientri nelle tasche dei comuni, ma esistono mille modi per risolvere il problema. Cazzo vi ci impegnate proprio per trovare i metodi più odiosi che esistano!!!!!!!!
Non troppo furbescamente ridacchio mentre mi rendo conto che siamo alla puntata 10!! Il motivo lo scoprirete tra poco… Non aspettatevi granchè!!
E con ciò anche per questa volta è tutto…
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Dimentico ogni cosa in continuazione. Vivo in un perenne stato di angosciosa consapevolezza che quello che mi circonda sarà presto storia mai passata. Ho provato con un diario ma dimentico di scriverci o di rileggere quello che mi ero appuntato. Ho provato con avanzate tecniche di mnemotecnica ma era già uno sforzo ricordarsi le tecniche con cui avrei dovuto organizzare i ricordi. Stasera ho provato a scrivere una riflessione su questo torbido problema.. Ma ho dimenticato il perchè!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Nello spremere il giorno e nel respirare la pioggia. Nell’annullare l’acqua e nello strizzare un limone. Ho spinto il tempo, oggi, sperando di trovare il suono delle lancette. Ho fatto girare un disco, fino a rendermi conto che una spanna davanti agli altri conta più di un cazzo di niente. C’è forza nella pioggia che bagna il bordo del lavandino e le mie braccia tese, oggi. Non nelle colline nè nel cielo che tiene bassi gli uccelli ed ha i colori sbiaditi di una polaroid.
Datemi un piatto che vi faccio ballare, cristo santo.
Current Music: Massimo Volume, Primo Dio (Lungo i Bordi, 1995)