In.Cu.Bo.
“La mano che le accarezzava la guancia era delicata ma di una grandezza inquietante: sembrava quasi grossa quanto la mia testa. Lei intuiva che se avesse osato schiudere le labbra e gridare..” Mi sono bastate queste poche parole per capire che quello che stavo vivendo era un gioco minuziosamente organizzato da un destino avverso.
L’ultima volta che ho iniziato a leggere un libro doveva servire a farmi distrarre. Banale marchingegno con funzione di reset della memoria, invece è stato un altro passo in avanti verso una trappola inaspettata. La notte tra Lunedì e Martedì è stata tragica, sono riuscito a dormire a dir tanto un paio di ore, ed i postumi di quella perdità -di-przioso-sonno si stanno ripercuotendo tutt’ora sulle mie perenni pesche.
Premetto, sono un buon sognatore convinto. Le mie notti trascorrono semplicemente in modo stupendo, difficilemente non vivo sogni reali e straordinriamente fantastici. Ma la scorsa notte no, non ne voleva sapere di andare come al solito. Ero appena riuscito a saltare fuori dal mio secondo incubo consecutivo. Cavolo com’era reale, penso che se avessi parlato in quel momento avrei usato lo stesso tono di stupore con cui mi chiedevo cosa cavolo stesse succedendo nel mio precedente vagheggiamento. Odio non avere il controllo su cio che mi circonda e solo pensare che sarei potuto tornare in balia di chi sa quale sceneggiatura non richiesta al successivo “riaddormentamento” mi faceva innervosire.
Mentre ero seduto sul letto a pensare al dafarsi non sono riuscito a non notare quella “costola bianca con piccione” dell’edizione Einaudi del mio ultimo acquisto che faceva capolino come a cercare ossigeno tra gli strati di vestiti accumulati sul mio tappeto.
Non potevo crederci.
Stavo leggendo di un incubo vissuto in prima persona dalla protagonista.
Quel romanzo acuistato quasi per caso, in uno di quei giorni in cui non vai in libreria per uscirne spolpato, aveva rivelato un’altra strana combinazione. Erano gia molte le cose che mi legavano ad esso, ma questo era veramente troppo…
…La sera seguente ho mangiato meno, ho tolto una coperta dal letto, ed ho fatto una doccia prima di addormentarmi. Non ho più fatto incubi.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.


















