Oggi a lezione ci hanno parlato del blog della nota ditta di insalate denominata bonduelle. Qualcuno dirà che non abbiamo niente di meglio da fare. In parte ciò è sicuramente vero. Per due ragioni. Primo la scuola che frequento è popolata per la maggior parte da figli di papà parcheggiati nell’attesa di guidare (?) l’azienda di famiglia. Secondo da una università che alla prova di ammissione ti chiede che cos’è un IPod (non sto scherzando) non c’è da aspettarsi molto di meglio. A parte questo magari forse è utile. Magari. Forse. Che cosa? l’Ipod? Scusate sto divagando. Insomma suddetta azienda ha aperto un blog sulla relazione tra verdura e sesso. Nesso? Utilità? Forse necessitano di consigli su come implementare tale legame. Quindi invito ognuno di voi a raccontare le proprie esperienze. Sempre che qualcuno ne abbia. Sempre che a qualcuno interessino. M alo stesso vale per le mie parole….
Un Nedo abitante della blogosfera
Forse non è il luogo. E nemmeno il tempo. Magari neppure il modo. Ma alla mia maniera sento il bisogno improrogabile di sfogarmi. “Di manifestare la mia insoddisfazione di utente” direbbero i benpensanti. Ma non sono un benpensante. Ho sempre vissuto in provincia e sono maleducato e cattivo. Cattivo verso una azienda che l’unica cosa che riesce a fare puntualmente è ritardare. In questo scolastico ossimoro sta la rovina dei miei weekend da pendolare. Sta nei guasti prima della partenza. Nelle bucoliche soste nel bel mezzo dei verdi campi della pianura padana. Nelle coincidenze perse e nelle snervanti attese. Nel controllore che ti chiede il biglietto mentre sogni di essere circonato da ballerine russe.
“Trenitalia: insieme muoviamo il paese” “In ritardo”
un Nedo cisalpino
Cambiano le stagioni della vita e con esse i luoghi che le caratterizzano. La catarsi dell’anima è l’unica forma di pulizia possibile sotto questo cielo. Grigio, umido, nebbioso. Il sole sembra solo una lampadina a voltaggio troppo basso per la stanza. Ad ogni passo mi rendo conto di quanto tutto ciò sia diverso da me. Di quanto con queste persone non condivida altro che poche esperienze televisive. Le scale mobili su cui passo buona parte del mio tempo non fanno altro che sottolineare la mia alienzazione da quello che mi circonda. Tutto è diverso, tutto è peggiore eppure tutto scorre. Anche senza di me: non mi resta che dare tempo al tempo e aspettare di essere fagocitato. Uniformato. Normalizzato. Resistere, resistere, resistere.
Un Nedo milanesizzato
Un enzima dal nome impronunciabile sta attacando il caffè appena preso. Strane frasi e connessioni di parole riempono la mia testa, mediocre packaging di un altrattanto mediocre e confuso prodotto. Lisosomi e ribosomi impazziti fluttuano davati i miei occhi. Rivedo una donna buttare del ghiaccio e annacquare un bicchiere di tignanello. Ghigni sadici tutt’intorno a me. Danze senza musica. Orrende visioni. Incollare manopole ad un camion con del vinavil. Reggere l’anima con i denti. Materassi pieni di spazzatura. Erbivori che diventano carnivori. Canini acuminati e imponenti incisivi. Adesso torno dentro che là fuori è un brutto mondo. O forse è solo un mediocre packaging.
Un nedo onirico
Credo nei noir alla Di Leo e nel ringhio di mario adorf attaccato ad un furgone. Credo che una satira sociale come quella di fantozzi non torni più e che non esista un caratterista più adatto ai ruoli mafiosi di tony sperandeo. Credo nelle molliche di marlon e credo che micheluzzo sia il più adatto a governare la famiglia anche se non so che te lo dico a fare. Credo negli Osanna che eseguono Bacalov e che la forza abbia grande influenza sulle menti deboli. Credo che l’unico film italiano veramente pop sia diabolik e che i pirahna arriveranno nel mare. Credo nella sensitiva di profondo rosso e nei sogni premonitori dell’agente cooper. Credo che la madre di norman sia sempre viva e che i reietti del diavolo non sia un brutto film. Credo negli insegnamenti di pai mei, nelle investigazioni di max cherry e nei racconti di orange. Credo che wolfe risolva i problemi e che il mattino abbia l’oro in bocca. Credo che l’indiano una volta uscito dal manicomio vada a fare l’eremita insieme alla collezione di mostri. Credo che rocky sarebbe dovuto finire diversamente e che non si può stare sotto con due barili attacati. Credo nel progetto del supertreno e nella mascella di vinnie. Credo nel commissario betti e credo che i mezzi pubblici sono da perdenti.
Credo anche che se ti chiami la pira galeazzo allora di attacchi al c…zzo.
Delirantemente,
Nedo
Sono cresciuto nella convinzione che l’ozio fosse il padre dei vizi. Invece no. L’ozio è il padre dei piaceri. Quale giornata può essere migliore di una passata tra il letto la tavola ed il divano? Quale?
Oziare e mangiare. Nient’altro voglio fare.
Oziosamente,
Nedo
Le fatiche di una dura giornata sono solo un ricordo.. Gli ultimi sorsi di caffelatte e pochi passi mi separano dalle lenzuola.. In sottofondo le note degli Osanna mi ricordano che gli sforzi di una vita porteranno solo delusioni e sconfitte.. E che come Ugo Piazza solo un gesto estremo e disperato mi regalerà un riscatto e una rivalsa che la vita non mi ha concesso.. Ben poco in conronto al futuro che si è preparato e per il quale ha lottato.. oppure è solo troppo tardi.. e la mia testa, la mia testa deve solo riposarsi… Si dice che la notte porti consiglio.. si dice..
Sono seduto su una sedia di plastica arancione. La luce gelatinosa del monitor mi fissa. Mi scruta. Mi giudica. Indefinta sensazione di agitazione. Di inadeguatezza. La pagina bianca aspetta solo che schiacci un tasto per cominciare a macchiarsi di nero. Aspetto. Valuto attentamente il da farsi. Decido finalmente di cominciare. Compongo le prime parole del mio articolo. Mi sento insicuro. Come un bambino ai primi passi. Continuo. Vado avanti. Nella testa m ronza una domanda. La ignoro. Continuo a scrivere. Le mani mi scorrono sempre più veloci sui tasti. Sono preso. Completamente assorto in ciò che scrivo…
Quale grande verità rivelerò?
Nessuna. E torno indietro… nella mediocrità quotidiana…