Volevo scrivere di stanchezza, di bei posti, di librerie, di gradini che fanno rumore, di edifici che ti scatenano mille domande, di luoghi di cui chiedersi in continuazione, di paragoni, di chiacchiere, di cieli, di previsioni meteo, di arte, di non arte, di disgusto, di sapori, di nuovi sapori, di gente, di odori.
Dovrò raccontarlo.. non ce la faccio a scriverlo.
Fiat pax in virtute tua.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Stoccolma dista ben 1600 Km da Stoccarda, semrpe che si accetti come riferimento un semplice tragitto stradale con tratte a pagamento. Le ore previste per il viaggio sono quasi diciassette ma non tengono conto di eventuali soste, rifornimenti, inconvenienti e code. Viste da un satillite artificiale o dall’unico grande “satellite” artificiale della terra queste due città potrebbero apparire vicine, ma oltre a questo e all’assonanza dei nomi poco altro le accomuna.
Mi sono reso conto di essermi sempre sbagliato. Come spesso succede sono andato dierto al pensier comune con la convinzione (tra l’altro anche questa comune!!!!) che ciò che i più danno per vero sia vero. E’ importante avere la consapevolezza dei propri errori e per me è stato bello ammettere che la Luna non è un satellite. Il sistema biplanetario Terra-Luna è composto da due corpi tra loro di dimensioni e caratteristiche troppo simili per potere continuare a credere la Luna come un corpo in qualche modo inferiore. Basti soltanto pensare al fatto che il baricentro intorna al quale i due corpi si muovo si trova ad appena 1600 Km dalla superficie della Terra.
Altri si dovranno rendere conto di essersi sempre sbagliati il giorno che verrà offerto loro un fritto misto di (ex)esseri viventi appartenenti alla famiglia dei Leporidi. Tenendo in considerazione che gli appartenenti a questa famiglia sono un numero rilevante che imporrebbe quindi tempi di degustazione abbondantemente lunghi ci sarebbe tutto il tempo per spiegare ai commensali che Lepri e Conigli sono tra loro strettamente legati. Come spesso accade in tutti i rami della catena evolutiva le differenze sono da attribuirsi unicamente agli stili di vita e ad alcune differenze nei tempi di sviluppo. Approssimando la velocità di corsa lineare della lepre è intorno a 60Km/h organizzando una staffetta di lepri queste potrebbero percorrere 1600Km in circa 27 ore. Visto che una lepre raggiunge la maturità sessuale prima dei 6 mesi e con 3-5 cucciolate annue sforna dai 3 ai 6 cuccioli a volta partendo da un harem di 300 conigliette non ci vorrebbe molto per mettere in pratica la deliziosa staffetta..
Essere consapevoli degli errori del passato aiuta a commettere nuove tipologie di errore nel futuro.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
I miei sensi sono cinque! Si, sono normale. Sono nato così non ci posso fare niente, non posso tornare indietro nel tempo, non posso andare a ritroso fino a quella sera del millenovecentottantuno e far passare avanti un altro spermatozoino insignificante. Non dico di essere uguali a tutti gli altri, se lo dicessi i magici possessori di un senso in più potrebbero offendersi, potrebbero anche sentirlo prima ancora che lo scriva che mi stavo uguagliando a loro. Non dico neppure di essere uguale a tanti, ho la netta sensazione che i possessori del senso in più stiano nell’ombra, tutti quelli che spacciano al mondo i loro prodigi sono sempre furfanti e ciarlatani.. Sono i cani che non abbaiano che devono far paura.
A questo punto viene il bello.. Una volta che mi sono reso conto di questa normalità ho capito tre cose:
1) nascere con un senso in più mi avrebbe reso più agevole lavita.
2) il grado di agevolezza sarebbe dipeso dal senso in più. Ad esempio sapere con anticipo di una settimana l’ora giusta in cui portare il cane a pascolare per la città non sarebbe stato il massimo.
3) vivere con soli cinque sensi non solo è più eccitante ma è sempre meglio di vivere con quattro.
Un saluto dagli inferi.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
PS: non posso andare in dietro nel tempo, ma posso andare avanti, solo che non posso dimostrare al mondo questo mio potere perchè per farlo dovrei pedere degli istanti di vita. E la vita è troppo preziosa per essere persa! Bacio.
Mens sana in corpore affamato.. Fino a poco tempo fa volevo intitolare in questo modo questa mia ultima rompipallata piena di parole, poi il rumore delle ruotine del mio baule blu che rimbombava fra le mura delle antiche case della città di T mi ha fatto cambiare idea. L’idea alla base di questo post è venuta alla luce questa settimana quando ho capito la fatica necessaria per lavorare qui all’inferno.
Le sensazioni che ho provato nel sopravvivere ogni ora che passava sapendo che non era l’ultima sono da un lato indescrivibili dall’altro immaginabili. L’altro scoglio sul quale mi sono andato a grattare le ginocchia è stata l’immagine dei miei vicini che in questo caso condividevano il marcio della mia erba. Uno stress comune che per niente riusciva ad alleggerire il peso sulla schiena ma anzi regalava sensi di sconforto praticamente continuativi.
Una delle domande che mi sono sempre fatto era di che materiale sia fatta la notte, di cosa sia composta l’ombra e con cosa il buio riesce a ricoprire ogni cosa. Come al solito non sono mai riuscito a darmi una risposta, ad avanzare una ipotesi plausibile, solo la mia esperienza mi ha fatto comprendere come la notte riesca a ripulire ogni cosa, anche l’animo. Solo l’oscurità mi ha salvato nei momenti di sconforto, solo le ora piccole della città di T mi hanno salvato…
Buoi sopravvivi che ho necessità di te!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Ci sono consigli che vanno seguiti, altri che possiamo nettamente lasciare in disparte. Ci sono consigli che dovrebbero essere seguiti ma che in realtà lasciamo li nel dimenticatoio facendo finta che non siano mai esistiti.
..Oggi io ne ho seguito uno e scartato un altro. Mi sono appena registrato ad un sito strano visto che la mia stella mi ha consigliato di farlo. Non ho risposto ad una mail anche se le mie stelle dicevano il contrario.
Vedremo chi ha avuto ragione.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Ci sono 360° intorno a me, intorno a tutti ci sono 360° ma i miei mi sembrano speciali stasera perchè mi sento libero… Libero di pensare, di scrivere, di deprimermi e di tirarmi su, di coccolarmi e di aver voglia di coccolare. Mi sento libero di fare un sacco di cose. Mi regalo tutti i meiei 360 gradi, in modo da sentirmi stretto, in modo da sentirmi avvolto da tutto quello che mi circonda. Voglio essere qui ma sentirmi tutto intorno, volgio chiudere gli occhi e sentire che le note che stanno in questa stanza non sono solo qui, voglio falre arrivare da lontano e farle andare ancora più in la, ancora più in giù dietro la soglia dell’orizzonte.
Vorrei anche avere quei sette gradi in più, quelli che per alcuni sono importanti e per altri no. Quei gradi che si sentono solo se si vogliono sentire. Si, li voglio, tutti quei sette gradi che fanno la differenza fra il verde e il blu. La cosa che mi fa sospirare è che è per solo per quei dannati sette gradi del cavolo che non sono felice.. Si, solo per quelli. Sette miseri gradi per cui tutto rimane li sotto, non sale, non arriva, non mi solletica. Sette gradi che significano niente, ma che in alcune situazioni possono anche significare troppo. Non sono i sette gradi materiali che mi scendono dentro, non sono neppure i sette che rimangono imbottigliati fino al momento di dar spago all’ebrezza.
..Sette gradi che non capisco stasera dove stiano!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
E’ successo tutto poco più di un paio di ore fa.. La solita zolfa, siamo ad un meeting simultato con il training manager di una delle prime cinque industrie farmaceutiche statunitensi, nell’aula siamo in cinque compreso il cliente e in alto regna una telecamera che ci filma. Come al solito tutto procede alla grande, gli intoppi sono pochi, rispondiamo a tutto… Tutto bene fin qui, il filmato rivisto è curioso ma non lascia sorprese sconvolgenti soltanto la mia collega seduta alla mia destra (tra me e il cliente) aveva una postura sulla sedia leggermente sconveniente. Usciamo. Tre passi, si volta verso di me e… “I’m sorry for my body language!”… Thats all!
Quelli che vivono da queste parti hanno tre enormi difetti:
- si comportano come dei cretini
- credono in chi gli dice di comportarsi come cretini
- pensano di avere ragione a comportarsi come cretini
Non voglio cadere nei luoghi comuni, non si può mai generalizzare, ma se una delle bevande che finiscono più velocemente è una lattina chiamata V8 che è succo di pomodoro concentrato con aggiunta di TUTTE le verdure e di TUTTE le vitamine avrò almeno una minima base di fondamento. Non ho trovato uno che abbia ammesso di apprezzare il contenuto di quelle lattinacce, ma tutti la bevono per proteggersi dal raffreddore.. Che irrimediabilmente prendono!
Al contempo utilizzano una specie di sapone liquido ed ogni due ore si lavano le mani con quello (va spruzzato senz’acqua sulle mani) perchè uccide il “99.9% dei batteri” (che gli altri infettati potrebbero attaccarti)… Ma… irrimediabilmente prendono il raffreddore!
Io nel frattempo vado a lezione con la maglia di lana (anche se siamo in una specie di mezza estate-primavera) perchè la loro abbondanza di energie li incoraggia a tenere i condizionatori a 15°C…. E… irrimediabilmente prendono il raffreddore!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Questi cazzoni sono troppo diversi… E non aggiungo altro!
Sfogo finito!
Vostro affezionato,
Barolomeo S.
Ciao a tutti,
sono io? ..Si sono io! Sono gli altri che non sono piu’ quello che erano. Una volta capivo, adesso non capisco piu’ una mazza. Sono in un dejavu’ coi fiocchi, ma solo dentro questo palazzotto lungo il magnifico miglio… Per il resto e’ tutto decisamente nuovo.. Tutto decisamente alto.. Troppo!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Ci sono molti tipi di introspezione, ed ho sempre pensato che dietro ad una di quelle serie televisive in cui i supereroi si trovano a dover mettere in contrasto i propri poteri con le debolezze del loro lato umano ci stava una delle storie più antiche di questo mondo. Gli Dei greci sono forse i più famosi esempi di come l’uomo da sempre si sia impegnato ad inventare storie sull’argomento. Anche se pieni di notorietà non sono certamente stati i primi, storie di divinità eroiche con i difetti umani possono essere trovate in tutte le culture in cui sia stato rilevato un minimo di pensiero filosofico.
Io ho sempre visto in queste storie una sorta di conferma di quello che ho sempre pensato guardandomi intorno, cioè che l’uomo è perfezione. Un essere pieno di coscienza nel senso di consapevolezza di se e del mondo esterno. Un tragico esempio di come la propria imperfezione significhi niente meno che bellezza e splendore. Non sono stato e non sarò certo l’unico a vedere nell’essere umano la diretta ispirazione ed il primo modello per tutto ciò che è sovrannaturale…
Scrivendo l’uomo è divinità potrei mettermi in bocca un perfetto esempio di dicotomia ma non sono pronto a metterci la mano sul fuoco.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
PS: Potevo essere più esplicito e nettamente più avvincente ma la vita è così ad un certo punto ti offre il sonno e non hai la possibilità di rifiutare questo lodevole regalo…
La città di I ha sempre qualcosa un po’ fuori posto ed è per questo che va benissimo, in alcuni momenti ho avuto la sensazione che qualcosa mancasse in altri che qualcosa fosse di troppo.. Quello che non sono riuscito a capire è se il giallo troppo sbagliato dei taksi (si scrive così) omnipresenti è stato fatto con troppa tonalità rossa o troppo poco giallo canarino. La spazzatura è ovunque ma sembra essere un qualcosa di indispensabile e di fondamentale per la vita della città. Non fa schifo, non puzza e sembra molto più nobile di quella che mi circonda in madrepatria.
La presenza di cani e gatti randagi è quasi più evidente di quella dei taksi così come è conseguentemente evidente la mancanza di **luogo_comune**…
La città di T continua a stupirmi e non annoiarmi, anche se alla lunga posso capire che chi ci vive la detesta. E’ pur sempre una prigione d’orata lontano da molto e incavata in un sottomonte vagamente isolante. Oggi un tizio ha chiesto l’elemosina dopo aver offerto una bracciata di barzellette anche molto simpatiche. Non male come idea.. Un vero mestiere da rivendere!!
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Sono tornato! ..io o il blog? Io no di sicuro, almeno non del tutto.. Sono tornato fisicamente da un viaggio ma sono rimasto impantanato mentalmente in uno dei posti che ho visitato. Devo ancora orientarmi in questa fase di sdoppiamento artificiale. Gli occhi purtroppo sono qui dove ho il resto del corpo e quindi non sono ancora riuscito a capiere dov’è che ho lasciato la mia mente.
E’ strano però come le mie due entità pur divise da migliaia di chilometri siano ancora in simbiosi totale. La mia mente percepesce la totale stanchezza del corpo ed il corpo percepisce la totale euforia della mente….
Per ripartire le stronzate sono già troppe. Torno alle mondane quotidianità e mando nel c..o chi mi vuol male (..pur senza polemiche!).
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.
Come in reality di basso costo mi sono trovato a guardarmi dall’esterno, con immagini per niente nitide, piene di puntini grigi da telefuken di altri tempi. Mi sono osservato per cinque minuti e tanto mi è bastato per capire che meno lo faccio meglio è (per tutti o solo per me?). Ho scoperto sbalordito che non riesco a mangiare ascoltando musica dalle cuffie. Le spiegazioni possono essere diverse ma nessuna mi esula dal sospetto di rincretinaggine. Io iniziando concentrando i miei sospetti su dei possibili postumi di un’educazione infantile rigida e improntata ai valori per cui non si poteva (fra l’altro giustamente) leggere o ascoltare musica con le cuffie a tavola. Poi mi sono reso conto di non avere avuto questo stile di educazione. Sono passato così a pensare che poteva essere la mia innata predisposizione a non riuscire a compiere due azioni in contemporanea ma ad una spiegazione così banale mi sono opposto per principio. Allora perché non dare peso al fatto che per me il cibo è un’esperienza, non un vizio e non un modo per non morire di fame. Questo spingerebbe ad ipotizzare il desiderio di Sentire (nel senso di udire) il cibo e tutti gli scricchiolii dell’incarto. Però non riesco a “sentire” mia questa spiegazione. Per un lasso di tempo impercettibile ho dato colpa anche ad un’inconscia eredità dei miei antenati preistorici quando per evitare brutte sorprese mangiando si dovevano drizzare tutte le antenne di allerta. Cose infinitamente troppo piene di DNA per essere vere o dimostrabili. Qualcosa di più giusto potrebbe essere la mia smisurata stravaganza sensoriale basata sull’equa distribuzione delle energie per cui evitando l’udito posso concentrare più attenzione sulle papille gustative. Ma poi ho pensato che io di energie non ne ho e quindi mancherebbe la materia prima da distribuire. Alla fine potrebbe anche trattarsi di un mix irresistibile di quelle specie di mosce creature fantasiose che ho tirato fuori, ma tutto mi fa credere che addirittura ci potrebbe essere una banale e quantomeno drastica spiegazione che ignoro.
Vostro affezionato,
Bartolomeo S.